Quaderni di dianoia

Da tempo pensavamo di pubblicare ogni tanto nella nostra rivista delle raccolte dei testi su argomenti che ci sembrassero particolarmente significativi, a cui non intendevamo assegnare, tuttavia, la forma classica di una special issue a carattere monografico: taccuini, piuttosto, scritti nel vivo della ricerca, nella libertà dell’ideazione e sul filo dell’interesse.

La rivista lo merita, ci dicevamo: merita che l’impegno che ha profuso nel tempo in una ricerca filosofica condotta sotto il segno della “libertà del sapere” trovi talora una forma di comunicazione più mossa e più libera che sappia parlare anche al lettore interessato alla cultura filosofica pur senza esserne professionista. La rivista lo richiede, abbiamo concluso: richiede che, pur mantenendo ferma la sua vocazione filosofica e non rinunciando certo al suo stile classico, “dianoia” possa parlare talora anche con voci non strettamente disciplinari e intervenire nell’attualità di dibattiti culturali da prospettive di ricerca plurali, moltiplicando i punti di vista e valorizzando la diversità e l’originalità dei toni.

Abbiamo così deciso di pubblicare, accanto ai numeri semestrali della rivista, dei volumi “fuori serie” dal formato più ridotto, dalla struttura più agile, dalla scrittura più varia, dai contenuti più inattesi e con tempi più liberi. Li abbiamo chiamati quaderni di “dianoia”, per dare loro un nome proprio che ne richiamasse lo stile e per rinnovare nel presente l’esperienza felice dei Quaderni di “dianoia” del passato. Avevo curato con molta passione quello cartesiano del 2003 che, con i suoi interventi a più voci, mi serve ancora come “un buon ferro del mestiere”, per dirla con Emilio Cecchi.

Ringrazio quindi l’amica e collega Marina Lalatta Costerbosa, vice-direttrice della rivista, che inaugura la serie “fuori serie” dei quaderni con un volume dedicato al Bauhaus nel centenario della sua fondazione. Con i suoi contributi che dialogano tra di loro da prospettive disciplinari diverse, il quaderno apre infatti squarci inediti di interesse su questo momento cruciale del dibattito culturale novecentesco tra tecnologia, filosofia e cultura: certamente “un buon ferro del mestiere”.

Novembre 2019

Mariafranca Spallanzani

Comitato Scientifico

Francisco Javier Ansuategui Roig (Universidad Carlos III, Madrid), Francesco Cerrato, Vittorio d’Anna, Diego Donna, Franco Farinelli, Riccardo Fedriga, Carlo Gentili, Gennaro Imbriano, Manlio Iofrida, Marina Lalatta Costerbosa, Mariafranca Spallanzani.

I quaderni di “dianoia” (nuova serie) adottano la politica peer reviewed della rivista (http://www.dianoia.it/per-gli-autori.asp#peer-review) e fanno proprio il codice etico delle pubblicazioni elaborato da COPE: Best Practice Guide Lines for Journal Editors (http://publicationethics.org/resources/guidelines).

Quaderno 1

La costruzione del futuro. Il Bauhaus a cento anni dalla fondazione
a cura di Marina Lalatta Costerbosa

Indice

 9 Il Bauhaus tra Weimar e il nazismo. Per una introduzione
Marina Lalatta Costerbosa

23 Il Bauhaus nell’esperienza politico-sociale della
repubblica di Weimar
Enzo Collotti

49 Das Bauhaus zwischen Mythisierung und Kritik
Winfried Nerdinger

67 Bauhaus 100. Forma funzione utopia
Diego Donna, Romano Martini

93 Kandinsky negli anni del Bauhaus. La svolta metafisica
Vittorio d’Anna

129 Ambitions, Anxieties and Attainments. Klee and the Bauhaus
Anja Baumhoff

143 Esperienza e figurazione. Paul Klee ed Ernst Mach
Luca Guidetti

183 Marianne Brandt auf ihrer «eigenen Spur»
Anne-Kathrin Weise

197 Passages with Friedl Dicker-Brandeis. From the Bauhaus through Theresienstadt
Elizabeth Otto

219 Il Bauhaus al tempo dell’ecologia e della fine del postmoderno. A partire da Adorno e Merleau-Ponty
Manlio Iofrida

243 La coscienza del Bauhaus
Franco Farinelli

251 Gli Autori